L’Appia Antica al I miglio: indagine archeologica

Ago 24, 2022 | Roma Archeologia

Scavo Appia Antica al I miglio

“APPIA REGINA VIARUM”
Progetto di scavo urbano al primo miglio della via Appia

∼ Soprintendenza Speciale di Roma, Dipartimento Studi Umanistici Università di Roma Tre Agosto/Settembre 2022 ∼

Abbiamo partecipato alla visita archeologica dell’importante scavo in corso presso l’area urbana delle Terme di Caracalla attraversata dall’antica via Appia. Il Progetto APPIA REGINA VIARUM, finanziato sul Piano stralcio “Cultura e Turismo”, è uno studio topografico del passaggio della via Appia all’altezza delle Terme di Caracalla. In dettaglio lo scavo ha l’obiettivo di indagare e raccogliere nuove informazioni sulla storia del paesaggio urbano lungo il primo miglio della via Appia. La visita è stata condotta dall’archeologa Valeria Di Cola, curatrice del progetto di Archeologia Pubblica “Appia Primo Miglio”, progetto che permette ai visitatori di accedere all’interno della zona di ricerca a stretto contatto con archeologi e addetti ai lavori, un’occasione straordinaria di grande coinvolgimento per gli appassionati. Il progetto è diretto dalla Soprintendenza Speciale di Roma in collaborazione con il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Roma Tre.

LE RAGIONI DEL PROGETTO

LE RAGIONI DEL PROGETTO

Valeria Di Cola - Archeologa, specializzata in tecniche di rilievo e stratigrafia dei depositi e del costruito. Ricercatrice presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell'Università di Roma Tre. Dal 2017 è co-fondatrice e curatrice del progetto di Archeologia Pubblica “Appia Primo Miglio”.

«Il progetto nasce da una considerazione: in oltre 10 anni di attività scientifica, tradottasi in ricerche, seminari, convegni e pubblicazioni scientifiche, l’Università Roma Tre è stata in grado di maturare un patrimonio di conoscenze vastissimo. Il raggiungimento di un simile livello nell’attività di ricerca ha reso evidente la necessità di aprire una nuova fase di elaborazione di tali conoscenze, che prenda in considerazione un pubblico più vasto rispetto a quello dei soli addetti ai lavori, quello composto dai cittadini-visitatori, naturali destinatari della ricerca scientifica, il progetto, pertanto, vuole presentarsi come un esempio concreto di archeologia pubblica, puntando sulla centralità del visitatore come cardine della propria esperienza.»

La via Appia

Nel 312 a.C., per volere del censore Appius Claudius Caecus, iniziano i lavori di costruzione della via Appia, da cui prenderà il nome dal suo sponsor, la strada terminerà con l’ultimo miglio a Brindisi. Il primo miglio, invece, partirà dal Porta Capena, anticamente inglobata nelle mura serviane che in quel tratto attraversavano la Valle delle Camene.
Un rudere, oggi visibile in Piazza di Porta Capena, è stato approfonditamente indagato di recente dal ricercatore M. Modolo, e deve quindi attribuirsi all’antica porta, in origine allineata con il lato curvo del Circo Massimo. La strada divenne famosa già al tempo dei romani, e fu il poeta Stazio (I sec. d.C.) a darle l’appellativo di regina viarum (regina delle strade), per la sua importanza strategica, militare e pubblica, e per l’arditezza della suo percorso che ha richiesto, in alcuni tratti, il taglio di interi costoni montuosi.

Si presume che l’attuale percorso del I miglio dell’Appia, oggi non visibile in quanto interrato a circa 7/9 metri di profondità, non sia stato modificato sin dall’antichità e ciò rende ancora più interessante l’indagine in corso per individuarne l’esatto tratto lastricato e le costruzioni adiacenti, se e dove ce ne sia traccia, confermando così le indicazioni storiche pervenute sia che dagli antichi storici (Strabone), sia dai contributi fotografici e dai primi scavi e studi archeologici dell’800, tra questi T. Ashby, A.Nibby, J.H. Parker, L. Canina (vedi Tav I).

Tav I – La Via Appia e la Via Nuova in una cartografia di Luigi Canina 1853 in sovrapposizione con l’attuale territorio

Lo scavo 2022

Il territorio
Ci troviamo a pochi metri dalle terme di Caracalla, una zona circondata da alberi che lambisce la grande via delle Terme di Caracalla, giornalmente percorsa dai romani per raggiungere principalmente via Cristoforo Colombo. E’ in questo punto che dovrebbe trovarsi la via Nova, parallela alla via Appia, e da questa distante pochi metri, in prossimità dell’attuale via di Porta San Sebastiano (vedi Tav 1).

Il carotaggio
Prima di procedere con lo scavo archeologico si è avviata una ricerca di diagnostica non invasiva; una serie di indagini realizzate con potenti strumenti in grado di leggere nella profondità del terreno la presenza o meno di elementi di particolare interesse.
Successivamente è stato effettuato un ulteriore “saggio” sulla composizione in diversi punti del terreno tramite il carotaggio, arrivando fino a 8 metri di profondità. La “carota” è stata analizzata dal geologo della squadra che ha permesso di realizzare graficamente la stratigrafia del terreno evidenziando in sezioni gli strati depositati nel tempo.

Lo scavo
Il carotaggio ha dato i suoi frutti e si è deciso di avviare l’indagine. Dopo la rimozione del primo strato calpestabile,  il prato erboso visibile,  viene alla luce un primo strato di terreno color giallo intenso. Il successivo strato sottostante mostra già un certo interesse, grazie alla scoperta di un vasto deposito di materiali proveniente dai lavori di sbancamento e assestamento della famosa Passeggiata Archeologica, inaugurata nel 1917. È uno strato composto da numerosi frammenti di ogni genere e periodo, dall’antichità, per arrivare ai primi del Novecento con numerose ceramiche e manufatti in terracotta.
Al di sotto di questo livello è stato trovato un strato di conglomerato che al tempo ebbe lo scopo di livellare l’intera area. Questo enorme lavoro di copertura e livellazione avvenne nel 1917, anno in cui si avviarono i lavori di riqualificazione dell’intera area che prenderà il nome, noto ai romani, di Passeggiata Archeologica. Quest’area è stata interessata sin dal tardo medioevo da numerose vigne, di proprietà private o di istituti religiosi; alcune di queste ospitavano le abitazioni dei rispettivi vignaroli.
Si raggiunge un ulteriore livello, ci troviamo a circa 3 metri e mezzo dal terreno erboso, e affiora un altro strato di terra scura.. “Il terreno di queste vigne si presenta di colore marrone scuro, ricco di telline e gusci e qualche frammento ceramico, e notiamo che la cronologia dei frammenti sta cambiando, mano mano che scendiamo in profondità si fanno vedere cocci un po’ meno moderni” scrive Valeria Di Cola.

Foto: reperti ritrovati nella prima fase di scavo | Credits Open-Appia Regina Viarum 2022

Credits Open-Appia Regina Viarum 2022

La via Nova

Indicata sulla Forma Urbis, fu costruita per volere di Caracalla. Il breve tragitto correva in parallelo alla più antica Via Appia, lungo il fronte delle grande Terme, con diramazioni verso gli accessi alle terme, per terminare nella valle del Circo Massimo (vedi Tav 1). Fonti antiche la descrivono come una strada molto ampia in larghezza. Dagli studi del Lanciani è proprio la via nova che termina difronte all’arco trionfale del Circo Massimo, dopo aver attraversato un arco tra le mura serviane – forse intitolato successivamente a Traiano (Lanciani). Quindi, considerando che il grande arco trionfale del circo era precedente alla costruzione delle terme, realizzato sotto Tito nell’80 d.C., mentre le terme saranno inaugurate nel 216, è comprensibile che questa strada sia stata edificata non solo per ragioni monumentali, ma anche pratiche, con lo scopo indirizzare il pubblico che proveniva dal Circo Massimo e dalla città, direttamente verso le terme, evitando così di percorre la via Appia; arteria da sempre destinata alle truppe, ai carri, e alle visite dei familiari presso le loro tombe costruite ai margini della via. Dobbiamo infatti tener presente che prima della costruzione delle mura aureliane, il primo miglio dell’Appia era un tratto extraurbano, destinato quindi ad ospitare un’area funeraria con importanti monumenti sepolcrali appartenenti a grandi famiglie, e solo successivamente alla costruzione delle grandi mura imperiali il tratto iniziale del primo miglio sarà inglobato nel territorio interno alle mura dell’urbe. Tra questi sepolcri incontriamo quello della famiglia degli Scipioni, visitabile e di grande interesse (vedi Tav 2).

Porta Capena
S.Maria in Tempula
S.Sisto Vecchio
Terme di Caracalla
S.Nereo e Achilleo
Piazza Numa Pompilio Edicola dedicata ai Lari compitali
Porta Latina
San Cesareo
San Giovanno Oleo
Porta San Sebastiano
Via Appia
Via Latina
S.Stefano Rotondo
Sepolcro degli Scipioni
Colombari di Vigna Codini
Colonna I miglio Appia Antica
Mura aureliane
Ara Fortuna Redux
Aedes Honoris et Virtutis
Lucus Camenarum
Porta Naevia
Domus Cilonis

Tav 2 – Monumenti e luoghi storici dell’area prima della Passeggiata Archeologica – Mappa di Roma 1870-1889 anonimo.
(passa il mouse sui segnalini – verdi: strutture visibili, rossi: strutture non visibili o non identificate)

Le visite al pubblico La visita è durata circa 1 ora e mezza suscitando grande interesse tra tutti i visitatori, grazie anche alla presentazione dell’archeologa V. Di Cola nel raccontare la storia dell’intera area archeologica e in dettaglio delle prime fasi dello scavo in corso.

Lo scavo ha avuto inizio lunedì 25 luglio 2022, dopo la pausa estiva, riaprirà il 29/8. La prossima visita guidata al cantiere di scavo è prevista per venerdì 2 settembre alle 11,00 e in questa occasione si prevedono ulteriori novità e aggiornamenti sul ritrovamento dell’antico tracciato della via.

Per partecipare alle prossime visite seguite le pagine ufficiali delle organizzazioni coinvolte:

Questo articolo verrà aggiornato con le nuove conoscenze acquisite al termine dello scavo.

IMPRESSIONI

INFORMAZIONI UTILI

Appia Primo Miglio

Luogo Terme di Caracalla
Indirizzo Via delle Terme di Caracalla 52
Orari 11,00 (comunicati di volta in volta)
Ingresso Libero
Organizzazione Soprintendenza Speciale di Roma (altri)

Dove si trova l’ingresso allo scavo?

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